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Il Palazzo comunale

Il Palazzo comunale di Valeggio sul Mincio

L'edificazione del municipio di Valeggio risale alla seconda metà del XVIII secolo. La piazza centrale assunse in quegli anni la fisionomia che ci è nota quando fu arricchita, sul lato meridionale, dall'imponente volume del Palazzo Municipale, la cui facciata è caratterizzata dall'alto portale di ingresso, incastonato fra forti colonne bugnate che sostengono un importante balcone su cui si apre la porta della vasta sala consiliare; il timpano sommitale, che include l'orologio ed è sormontato da un elegante campaniletto marmoreo con banderuola, sottolinea le rigorose forme neoclassiche della struttura. Nel 1631, superate le tragiche conseguenze di una devastante pestilenza e di una disastrosa guerra, i 771 valeggiani superstiti iniziarono la lunga e faticosa opera di ricostruzione.
Verso la fine del 1700, le campagne e le attività artigianali erano tornate a produrre, il centro abitato era ormai completamente ricostruito e le case erano edificate in corsi di solidi ciotoli fluviali. La realizzazione del Palazzo Municipale significò proprio il coronamento di un sogno iniziato fra le ceneri di un paese distrutto.
Il dominio francese all'inizio del XIX secolo fu una svolta epocale; anche il Palazzo Municipale subì sostanziali trasformazioni. Solo il piano nobile rimase ad uso pubblico, il pianterreno, l'intera ala est e una parte dell'ala ovest, due locali a piano terra e due al primo piano, furono trasformati in abitazioni o destinati ad uso commerciale e artigianale.

Dal 1815, il Veneto fu assoggettato alla corona austriaca ed il nostro Municipio divenne sede dell'Imperial Regia Deputazione Comunale fino all'annessione al Regno d'Italia, avvenuta nell'ottobre del 1866.
Negli anni trenta del XX secolo, alcuni edifici che si affacciavano sul cortile interno del Municipio, furono destinati ad uso scolastico ed a cucina popolare, un'istituzione questa che provvedeva a garantire un pasto caldo alle numerose famiglie indigenti del paese; gli iscritti alle liste di povertà erano duemila nel 1934. Dopo il secondo conflitto mondiale, il cortile e gli immobili retrostanti il palazzo furono venduti ai privati, e fu chiuso e ridotto a finestra il passaggio dall'atrio municipale.

Nel 1958 l'amministrazione comunale diede inizio ad un primo sostanziale restauro della propria sede. In quell'occasione, il grande portone di legno, che chiudeva da più di un secolo l'entrata, fu sostituito da una cancellata vetrata, furono risistemati e ritinteggiati gli ambienti interni, ammodernati gli uffici, eliminata la stanza da letto per gli ospiti illustri e la sala consiliare fu dotata di un grande tavolo ovale di cristallo.
L'ultimo restauro risale al 1996, quando vennero rinnovati i pavimenti e il grande atrio; anche l'orologio illuminato, posto al centro del timpano che sovrasta la facciata dell'edificio venne rimesso in funzione con la sostituzione completa del meccanismo.

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