Regione Veneto

Arrivati anche a Valeggio sul Mincio 25 stranieri richiedenti asilo

Pubblicato il 14 luglio 2016 • Comune

Venerdì 8 luglio 2016 sono arrivati a Valeggio sul Mincio 19 stranieri richiedenti asilo, provenienti dalla Costa d’Avorio, dal Mali, Dal Congo e dal Gambia. Si tratta di un nucleo composto da dodici uomini e sette donne, che sarà gestito dalla Cooperativa Olinda di Medole in provincia di Mantova e sarà ospitato in tre appartamenti in Via IV Novembre.

Ieri 13 luglio ne sono arrivati altri cinque e oggi è stato accolto l’ultimo rifugiato. Non sono previsti altri arrivi. La cooperativa fornisce vitto e alloggio (i residenti hanno la possibilità di cucinare in modo autonomo i pasti da consumare), assistenza legale e la presenza di operatori e mediatori culturali. Prossimamente l’ULSS 22, su richiesta della Coop Olinda, effettuerà tutti i controlli sanitari sulle 25 persone, che rimarranno per almeno un anno, il tempo medio per il riconoscimento dell’asilo, che parte dall’identificazione delle persone e dalle motivazioni per le quali fuggono dal loro Paese.

Il sindaco Angelo Tosoni è critico sul metodo con il quale è avvenuto l’inserimento: «Questo tipo di politica dell'accoglienza crea tensioni sociali nelle comunità in cui vengono inseriti di forza i profughi extracomunitari. Il Comune e le associazioni del territorio non vengono coinvolte, mentre si lascia campo aperto ai privati, che spesso hanno solo interessi economici. Finora a Valeggio ci siamo opposti e continueremo a farlo: lo dimostra il fatto che il nostro paese è uno degli ultimi a vedere l’arrivo dei rifugiati. Pretendiamo inoltre il rispetto di tutte le norme ed i regolamenti comunali, per verificare i quali attiveremo alcuni controlli. Il Comune ha già poche risorse e strumenti disponibili per aiutare quei nuclei familiari e quelle persone che purtroppo vivono in situazioni di disagio ed indigenza. Non abbiamo la forza di dedicarci anche a persone inserite dall'esterno. Infatti l'unica possibilità per gestire questo tipo di situazioni è stipulare una convenzione con la Prefettura affinché i profughi possano svolgere dei lavori utili a tutti la comunità valeggiana, sempre che loro lo vogliano. Ora che queste persone sono arrivate pretendiamo almeno che i controlli sanitari siano svolti velocemente dalle autorità competenti. I tre appartamenti sono di proprietà di un privato residente a Rapallo, in provincia di Genova. Perché i proprietari degli appartamenti sfitti non li utilizzano per accogliere i turisti? Da anni stiamo lavorando per potenziare l'offerta ricettiva del Comune, organizzando eventi importanti e incentivando l'accoglienza turistica diffusa su tutto il territorio, che non ha bisogno di grandi strutture ricettive. Un cammino difficile ed impegnativo che richiede grande costanza e decisione. Per questo non vorrei che proprio ora le cose si complicassero.».